A partire dall'estate del 2001 sono state avviate
le ricerche e gli scavi nel sito denominato “Madonna
del Piano” nel territorio di Corinaldo (An), meglio
noto nell’antichità col nome di S. Maria
in Portuno. Le indagini, condotte all’interno
del Parco Archeologico “Città romana di
Suasa”, sono state eseguite grazie ad una innovativa
"Convenzione" tra Enti che si occupavano,
con diverse competenze, dell'antico edificio religioso:
il Dipartimento di Archeologia dell’Università
di Bologna, la Soprintendenza Archeologica delle Marche,
il Comune di Corinaldo e la parrocchia
di S. Pietro Apostolo.
Da allora ogni anno gli scavi procedono senza interruzioni,
grazie al sostegno logistico e operativo del Comune
di Carinaldo (vitto, alloggio per tutti i partecipanti),
dell'Università di Bologna (che
fornisce tutta la strumentazione scientifica e che cura
gli aspetti didattici), della Soprintendenza
Archeologica per le Marche (che compartecipa
alla direzione scientifica e promuove e sostiene i restauri)
e della Parrocchia (che autorizza ad
effettuare saggi di scavo all'interno di un edificio
ancora sede di culto).
A ciò si aggiunge la grande disponibilità
dell'intera Contrada della Madonna
del Piano, che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno,
da tutti i punti di vista.
Agli scavi partecipano ogni anno studenti della Facoltà
di Conservazione dei Beni Culturali (sede di Ravenna),
della Facoltà di Lettere (sede di Bologna) dell'Università
degli Studi di Bologna e della Scuola di Specializzazione
in Archeologia dell'Università degli Studi di
Bologna.
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